Terapia neurale e qualità di vita nelle donne operate per carcinoma mammario – dott. Franco desiderio

Il tumore della mammella è la neoplasia più frequente tra le donne, rappresentando in Italia il 30% di tutte le nuove diagnosi di tumore. Tuttavia, l’anticipazione della diagnosi e l’introduzione di protocolli terapeutici chirurgici, radioterapici e farmacologici più efficaci, hanno contribuito in maniera cumulativa al miglioramento della sopravvivenza, con livelli che si collocano intorno all’87% a 5 anni dalla diagnosi, al netto delle altre cause di morte. Il ricorso alla medicina complementare è particolarmente diffuso per la cura di malattie croniche e degenerative ed i pazienti affetti da una malattia tumorale costituiscono una parte rilevante di coloro che si rivolgono proprio a questi trattamenti.

In occidente è in continuo aumento il ricorso alle medicine non convenzionali e si stima che oltre la metà delle pazienti affetti da tumore della mammella ricorre a tali metodi di cura durante il loro percorso terapeutico. La medicina complementare , ma la migliore definizione è medicina integrata in quanto non sostituisce ma si vuole e si deve integrare con la medicina ufficiale , può senz’altro contribuire a migliorare lo stato della propria salute prima, durante e dopo i trattamenti oncologici, a mobilitare le energie necessarie ad affrontare un periodo difficile della propria vita o semplicemente fornisce un aiuto nel migliorare la tolleranza ai trattamenti, integrandosi con essi.

Tra i disturbi di cui le donne operate al seno soffrono, un sintomo molto importante, anche se frequentemente sottovalutato dai medici, è il dolore nella sede di intervento. Circa il 20% delle donne operate, infatti, lamentano un dolore cronicamente presente con periodici episodi di acuzie che peggiorano in modo rilevante la qualità della vita, sia per la presenza costante del sintomo, sia per gli effetti psicologici dello stesso che impensierisce la donna accentuandone la paura delle recidive Normalmente il consiglio che viene dato a queste pazienti è di ricorrere nei casi acuti a trattamenti analgesici per brevi periodi di tempo, senza però la speranza di risolvere definitivamente il sintomo che persiste cronicamente.

Tra le medicine complementari la terapia neurale può essere utilizzata con discreto successo e con risultati molto precoci in questa tipologia di paziente , non solo nel trattamento della sintomatologia acuta ma anche nella cronicità riducendo l’intensità del dolore di sottofondo fino a farlo scomparire.

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