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RELAZIONE POST CONVEGNO E ABSTRACT

Tumori: personalizzare le cure è la strada vincente

Domenica 7 Marzo si è svolto il 5° Convegno di Oncologia e Medicina Integrata dal titolo: “Un percorso di cura Individuale”,  tenuto per il secondo anno consecutivo via streaming  anzichè nella consueta location  del Forum Monzani di Modena, causa restrizioni Covid.

I contenuti e i relatori sono andati oltre ogni aspettativa. Gli apprezzamenti spontanei post Convegno sono stati quest’anno davvero tantissimi e questo non può che farci immensamente piacere oltre ad indicare che la via intrapresa è anche quella giusta e maggiormente apprezzata da sempre più addetti ai lavori. L’85% degli iscritti  erano infatti quest’anno professionisti sanitari o caregivers, capovolgendo così le statistiche degli anni passati che contavano un pubblico di pazienti e familiari molto più nutrito.

L’approccio medico integrato in oncologia ha infatti ormai affermato un principio importantissimo: capire e conoscere il paziente, in tutti i suoi bisogni e richieste, è essenziale per garantire un percorso di cure e trattamenti che raggiungano il massimo della loro efficacia, in sinergia tra loro. E questa visione è emersa in modo chiaro ed efficace, con proposte concrete e informazioni fondamentali, durante questa quinta edizione.

I relatori (di cui trovate in fondo una breve biografia) hanno fornito ai partecipanti un quadro articolato e completo delle varie possibilità che possono essere messe in campo nelle cure integrate dei tumori. Pratiche  volte al sostegno della persona nel suo complesso, per favorire il recupero e l’uscita dal tunnel della malattia, nonché migliorare la qualità della vita.

Grazie al professor Paolo Lissoni, è stato approfondito il meccanismo di azione su cui si basa la psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), che studia molecole con una forte azione antitumorale naturale (spesso presenti nello stesso organismo umano), il ruolo fondamentale della ghiandola pineale, della melatonina e dell’angiotensina e la clinica delle citochine, sia a livello di prevenzione che di trattamento. Interessanti poi i risultati clinici sulla sopravvivenza di pazienti con cancro giudicato non più trattabile con i protocolli convenzionali.

Il dottor Alberto Laffranchi ha approfondito l’utilizzo di determinati prodotti omeopatici, omotossicologici e fitoterapici per prevenire, trattare e guarire le lesioni cutanee causate, direttamente o indirettamente per infiammazione conseguente, dalle terapie oncologiche convenzionali. Ha fornito indicazioni sulle formulazioni, suggerimenti sui dosaggi ed esemplificazione di casi di guarigione, e ha inoltre illustrato l’efficacia dimostrata sui pazienti della soluzione con acido citrico e bicarbonato in acqua ricca di ossigeno.

Il dottor Giammaria Fiorentini, grande esperto di ipertermia ha parlato dell’efficacia e della modalità di azione di questa. Si tratta dell’induzione dell’aumento della temperatura del tessuto tumorale, fino a 39,5-43°C nel trattamento dei tumori, che viene attuata attraverso tre tecniche; ultrasuoni, microonde e radiofrequenze. Si innesca un meccanismo biologico per cui le cellule tumorali, non riuscendo a dissipare il calore in eccesso, vanno incontro a morte; ciò rappresenta, come ha spiegato il dottor Fiorentini, un buon trattamento complementare.

Il dottor Mirco Bindi ha fornito una esaustiva spiegazione dell’impatto dei fattori ambientali sul patrimonio genetico degli individui, chiarendo anche come l’epigenetica sia riuscita a spiegare la trasformazione di una cellula sana in una cellula tumorale. Si è poi soffermato sull’approfondimento delle ragioni per cui l’infezione da SARS-CoV-2 può manifestarsi con maggiore gravità nelle persone che già soffrono di altre patologie croniche preesistenti.

Grazie al dottor Stefano Magno è stato possibile conoscere i risultati di cinque anni di esperienza, al Policlinico Gemelli di Roma, nell’approccio integrato alla cura del tumore al seno. Infatti, al Centro di Oncologia Integrata della Breast Unit del nosocomio romano vengono proposti alle pazienti anche agopuntura, riflessologia, fitoterapia, fisioterapia, qigong, arteterapia, musicoterapia e meditazione, oltre a un ambulatorio di nutrizione e al servizio di psiconcologia.

A introdurre l’estrema importanza dell’attività sportiva e dell’esercizio fisico nel recupero dalla malattia oncologica e nella prevenzione, è stato il dottor Nicola Frisia, che ha fornito una spiegazione chiara e dettagliata dei meccanismi biologici che si innescano con l’attivazione muscolare e che consentono di ottenere miglioramenti nelle prognosi di molti pazienti. Il dott. Frisia ha accennato anche all’uso del Vischio una sostanza utilizzata nella terapia complementare dei tumori secondo la medicina antroposofica che lui stesso pratica.

L’efficacia dell’ossigeno-ozonoterapia in oncologia è stata illustrata dalla dott.ssa Margherita Luongo, che ha spiegato come viene utilizzato questo gas medicale naturale che ha proprietà antimicrobiche, antivirali e antimicotiche e che è un potente antinfiammatorio e analgesico. Inoltre, l’incremento dell’ossigenazione sblocca e rafforza le difese immunitarie del paziente. Ha anche accennato allo studio sul ruolo antitumorale del Cannabidiolo associato all’ossigeno-ozono svolto in collaborazione con il Prof. Nabissi dell’UNICAM di Camerino.

Di grande e profonda portata anche il  contenuto della relazione del dottor Michele Acanfora, che ha sottolineato, mostrando dovizia di evidenze scientifiche, come in realtà i tumori siano innervati da sistema nervoso simpatico e parasimpatico, come siano ricchi di fibre nervose individuabili con sistemi opportuni e come l’innervazione guidi il microambiente tumorale. Ha poi spiegato e approfondito l’azione antineoplastica degli anestetici locali, entrando nel merito dei meccanismi di funzionamento e illustrando i fondamenti della terapia neurale.

Insieme alla dottoressa Luisa Maria Merati, i partecipanti hanno poi esplorato le tecniche meditative utilizzabili in campo oncologico, con particolare attenzione alla mindfulness, per ristabilire l’equilibrio mente-corpo, per ritrovare anche l’autonomia nella gestione del proprio quotidiano e per un controllo dello stress e dei pensieri negativi e angoscianti che si vivono dopo la diagnosi e durante i trattamenti.

Altro aspetto importante, e sul quale viene auspicata un’adeguata formazione dei medici, è quello dell’effetto placebo che ha sul paziente oncologico, un determinato modo di comunicare da parte del medico e degli operatori sanitari. A illustrare questo tema è stata la dottoressa Emanuela Mazza, che ha sottolineato come sia importante evitare che la comunicazione abbia quelle caratteristiche negative e prive di empatia che possono favorire una condizione psichica negativa nel paziente.

La dottoressa Carolina Ambra Redaelli ha fatto luce sul ruolo importante rivestito oggi dall’estetica oncologica, che permette ai pazienti di ricorrere a interventi e trattamenti specialistici e scientificamente provati trovando sollievo, contenimento o soluzione a lesioni, deturpazioni o problematiche connesse alle terapie. A tale proposito ha illustrato il protocollo Apeo (associazione professionale di estetica oncologica di cui la dott.ssa è presidente) all’interno dello studio clinico pilota presso lo IEO (Istituto Europeo di Oncologia) di Milano.

Sull’estetica in Oncologia, nella stessa giornata si è tenuto un Workshop collaterale di Oncoestetica rivolto appunto alle estetiste con l’intento di fornire loro informazioni corrette. Ciò per prendere consapevolezza del loro importante ruolo di affiancamento alle pazienti oncologiche al fine di aiutarle a migliorare la loro qualità di vita. Sono intervenuti come docenti in questo workshop: Giovanna Buratti – Estetista Oncologica certificata “Oncology Training International” OTI, la dott.ssa Maria Carolina Redaelli e Mirella Indino, specialista in Estetica Oncologica APEO, Antonio Filippone, consulente e formatore in moltissime scuole e realtà italiane.

E’ possibile acquistare i Video di entrambi gli appuntamenti qui:

 

I RELATORI

Paolo Lissoni, oncologo esperto in Psiconeuroendocrinoimmunologia, autore di numerose pubblicazioni scientifiche, premiato dal National Cancer Institute nel 2003 per le sue ricerche nel campo della neuroimmunoterapia dei tumori.

Alberto Laffranchi, medico specializzato in radioterapia, radiodiagnostica, omeopatia e terapie complementari.

Giammaria Fiorentini, oncologo esperto anche in farmacologia applicata, già direttore dell’Unità di cure palliative oncologiche all’ospedale di Pesaro, ha ricevuto riconoscimenti internazionali per le ricerche e i risultati ottenuti con l’ipertermia.

Marco Bindi, oncologo, radioterapista, esperto di epigenetica.

Stefano Magno, senologo al Policlinico Gemelli di Roma e responsabile del Center for Integrative Oncology dell’istituto; master triennale in agopuntura, è autore di numerose pubblicazioni scientifiche nel campo della chirurgia mammaria e oncologia integrata.

Nicola Frisia, oncologo con perfezionamento in agopuntura e antroposofia medica, docente di   microimmunoterapia, sistemi bioregolatori medicina a basse dosi all’International Academy of Physiological Regulating Medicine.

Margherita Luongo, medico anestesista e rianimatore, specializzato in terapia iperbarica, docente al master di ossigeno-ozonoterapia all’università Vanvitelli in Campania.

Michele Acanfora, medico esperto in terapia neurale, omeopatia, omotossicologia, medicina ambientale clinica, vicepresidente dell’associazione “Neuralia”.

Maria Luisa Merati, medico, specializzata in psicoterapia, psicologia e psiconcologia con metodo Simonton.

Emanuela Mazza, docente in comunicazione medico-paziente all’università Sacro Cuore, facoltà di medicina, ed esperta di programmazione neurolinguistica.

Carolina Ambra Readelli, medico, esperta in medicina estetica, presidente di Apeo.

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