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Oncologia integrata: una evoluzione necessaria per la medicina moderna.

I pazienti affetti da cancro si rivolgono all’oncologia integrata con la finalità di ottenere cure specifiche e cercare di migliorare la propria qualità di vita e probabilità di sopravvivenza. Ovunque nel mondo gli studi indicano un aumento dell’uso della medicina integrata nei pazienti affetti da cancro, ma cosa è che realmente attrae i pazienti oncologici verso l’oncologia integrata?

Quando si parla genericamente di cancro si fa riferimento a centinaia di malattie diverse tra loro che ad oggi riflettono anche la enorme diversità dei pazienti. Ecco che in oncologia medica non esiste una cura contro il cancro, ma esistono numerosissime terapie diverse a seconda del tipo di malattia che si manifesta. Questo è probabilmente il motivo principale, pur essendo ancora poco considerato nel mondo ospedaliero, per cui la oncologia medica si può affiancare così bene con la medicina integrata. La stessa, infatti, considera ogni paziente come unico, come diverso dagli altri, pur essendoci somiglianze tra le persone ed i tumori.

L’oncologo prescrive la specifica terapia per lo specifico tipo di tumore, il medico oncologo integrato prescrive le terapie per lo specifico paziente e le sue peculiari, personali, individuali problematiche di salute.  L’oncologia integrata rappresenta dunque la perfetta unione di due approcci personalizzati: uno mirato al male, l’altro mirato alla persona. Aiuta a ridurre sintomi, effetti collaterali e migliora la qualità di vita del malato oncologico.

Ecco perché importanti centri di oncologia internazionali hanno incluso la medicina integrata nelle terapie per i pazienti. Il Memorial Sloan Kettering Cancer Center è stato il primo nel 1999. Il Md Anderson Cancer Center ed il Dana Faber sono stati i successivi immediatamente dopo. Da allora molti centri oncologici in numerosi paesi hanno seguito  il loro esempio, compresi la Mayo Clinic e la Università di Harvard.

I medici oncologi in questi centri si resero conto in breve dei vantaggi che la medicina integrata dava ai pazienti in termini di qualità di vita, ma mancava tanta conoscenza scientifica. Dopo anni di ricerca è emerso che una qualità di vita migliore contribuisce anche ad una migliore prognosi di malattia.

Nel 2003 nasce dunque la SIO, Society for Integrative Oncology, fondata da una gruppo multidisciplinare di ricercatori e medici afferenti dai migliori centri degli USA. La mission della SIO è la promozione di una oncologia integrata basata su evidenza scientifica per migliorare la vita dei pazienti oncologici. Col passare degli anni è cresciuta in maniera esponenziale e conta iscritti, compreso me stesso, in paesi di tutti il mondo.

Nel 2017 il Journal of the National Cancer Institute ha dato una definizione di oncologia integrata: “L’oncologia integrata è una branca della oncologia, incentrata sul paziente, con basi scientifiche che applica l’uso di tecniche mente-corpo, prodotti naturali, e cambiamento di stili di vita, che originano da diverse tradizioni, che si affianca ai trattamenti oncologici convenzionali. La oncologia integrata mira a ottimizzare la salute, la qualità di vita, ed i risultati clinici lungo la intera durata del percorso terapeutico oncologico, e a fornire alle persone, strumenti per prevenire il cancro e diventare attori partecipi prima, durante ed oltre il trattamento oncologico”.  

L’approccio oncologico integrato origina dalle medicine tradizionali di diverse culture come la medicina tradizionale cinese, l’Ayurveda, e la medicina erboristica occidentale, affiancando queste, ed altri approcci, ai trattamenti oncologici convenzionali. Le medicine tradizionali sono state usate per millenni con beneficio dei pazienti ed in maniera sicura. La ricerca mostra che queste terapie aiutano a ridurre gli effetti collaterali delle terapie ONCOLOGICHE OSPEDALIERE rendendo possibile sostenere percorsi di cura lunghi e complessi. Riuscire a sostenere e completare i trattamenti oncologici è fondamentale per combattere la malattia, guarire e prevenire nel tempo la recidiva riducendone il rischio.

Mentre la terapia personalizzata rappresenta l’ultima e più recente conquista della medicina moderna, essa ha rappresentato il cardine principale di tutta la medicina tradizionale. Quello a cui stiamo assistendo è una rapida evoluzione della medicina occidentale e l’oncologia integrata è sicuramente testimonianza esplosiva di tutto ciò.

Gli oncologi disegnano una terapia specifica per uno specifico tipo di cancro, studiando istologia, recettori, mutazioni, indici di proliferazione e vie metaboliche mentre il medico integrato una terapia specifica per i problemi di quella persona. Un paziente che riceve immunoterapia, potrebbe non ricevere i medesimi trattamenti integrati di uno che riceve chemio o radioterapia, anche se in molti casi i principi attivi e le tecniche sono le medesime. L’oncologia integrata può aiutare tutti i pazienti, ma un principio attivo ed efficace in uno potrebbe non funzionare altrettanto bene in una altro, ecco perché non è un lavoro “ fai da te” ed è necessario affidarsi e collaborare con esperti di oncologia integrata.

I trattamenti inclusi in un percorso di oncologia integrata sono l’agopuntura, la fitoterapia, la micoterapia, le medicine “low dose”, integratori, massaggio, meditazione, terapie con movimento come yoga e Tai Chi, alimentazione e cambi di stile nutrizionale ed altri.

La interdisciplinarietà e l’approccio multimodale sono le chiavi del successo dell’oncologia integrata. Mentre il trattamento antitumorale si concentra sul liberare il corpo dal cancro, la medicina integrata vuole massimizzare e ottimizzare il potere di guarigione del corpo e ridurre il carico di stress emotivo e biochimico. Dunque medicina oncologica integrata e non alternativa.

IHF

Dott. Ivano Hammarberg Ferri

4° convegno di Oncologia Integrata, 8 Marzo  a Modena

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