
PHOTOBIOMODULATION
le applicazioni in clinica
corso in presenza per medici, odontoiatri e fisioterapisti
Roma, sabato 24 ottobre 2026
Su PubMed* la Fotobiomodulazione conta 12.840 lavori indicizzati: 2.468 rassegne, 812 revisioni sistematiche, 2.146 studi clinici. E 1.755 studi randomizzati controllati. Millesettecentocinquantacinque RCT.
Dolore muscoloscheletrico e neuropatico, infiammazione, guarigione delle ferite, riabilitazione post-chirurgica, recupero muscolare e lesioni dello sportivo, fibromialgia, ictus, trauma cranico, Parkinson, Alzheimer. E in campo odontoiatrico: mucosite, afte, lichen, alveolite, osteointegrazione e perimplantite, recupero neurosensoriale, xerostomia, disordini temporomandibolari.
Una letteratura di queste dimensioni, e quasi nessuno di noi l’ha incontrata durante gli anni di studio. Questo corso copre in parte quel buco formativo.
* Le cifre sono aggiornate al 25 luglio 2026 e raccolgono tutti i termini con cui questa terapia è stata indicizzata in sessant’anni: aggiornamento della ricerca in tempo reale, qui.
Che cos’è
La Fotobiomodulazione impiega lunghezze d’onda nella banda del visibile e del vicino infrarosso (fra 450 e 950 nm). I fotoni vengono assorbiti da cromofori endogeni, il citocromo c ossidasi anzitutto. Non è una terapia del calore: nulla a che vedere con la lampada a infrarossi che scalda la spalla. Non ci sono ultravioletti. E non è la laserterapia ad alta potenza, dove l’effetto passa comunque dal riscaldamento del tessuto. Cosa fa quindi il fotone? E come fa a generare tutti quegli effetti riportati in letteratura?
Perché funziona
Nel mitocondrio sotto stress l’ossido nitrico si lega al citocromo c ossidasi e frena la catena respiratoria. È un meccanismo che ritroviamo in molte condizioni croniche. La giusta lunghezza d’onda libera il citocromo c ossidasi. La catena riparte, l’ATP torna a salire, e l’ossido nitrico liberato vasodilata il tessuto attorno. A questo meccanismo si aggiunge lo stimolo ormetico della regolazione redox e l’attivazione delle vie antinfiammatorie. Tutto questo usando la luce. Senza pungere, senza farmaci.
Perché il corso
Davanti a una terapia che non conosce, il clinico si fa sempre le stesse domande:
- c’è evidenza?
- come agisce?
- mi serve nella pratica?
- quanto è sicura?
- come si applica?
La giornata è costruita per rispondere in quest’ordine.
Programma
Il punto di partenza
- Breve storia di una lunga diffidenza
- La questione terminologica
- In cosa si differenzia la Fotobiomodulazione #### I fondamenti fotobiologici
- Fotoni, lunghezze d’onda e finestre terapeutiche
- Cromofori, mitocondri e segnalazione redox
- Come si genera lo stimolo rigenerativo #### Dosimetria e parametri
- Dai milligrammi ai milliwatt: la posologia del fotone
- Perché “di più” non è “meglio”: la curva dose-risposta
- Le vie di somministrazione
- Panoramica dei device
Le applicazioni in medicina
- Muscolo e tendine: lesioni, recupero, medicina dello sport
- Articolazione: artrosi, tendinopatie, dolore cronico
- Cute: ferite croniche, ulcere, cicatrizzazione
- Nervo periferico: neuropatie, dolore neuropatico, rigenerazione
- Sistema nervoso centrale: applicazione transcranica, ictus, trauma cranico, neurodegenerazione, spettro autistico
- Neurale e gangliare: modulazione del sistema nervoso autonomo
- Psiche: depressione, ansia, PTSD
- Sindromi disfunzionali: fibromialgia
- Vie sistemiche: Fotobiomodulazione vascolare e applicazioni sul sangue
Le applicazioni in odontoiatria
- Mucosa: mucosite, lichen, afte
- Parodonto: terapia di supporto e mantenimento
- Guarigione post-chirurgica: ferite, alveolite, edema
- Osso: rigenerazione, osteointegrazione e peri-implantite
- Nervo: rigenerazione e recupero neurosensoriale
- Ghiandole salivari: xerostomia
- Articolazione: dolore orofacciale e disordini temporomandibolari
Il bilancio dell’evidenza
- Orientarsi sulla mappa della letteratura
- Strategie di aggiornamento continuo sugli studi pubblicati
Sicurezza, precauzioni e limiti d’impiego
- I range ottimali
- Controindicazioni assolute e relative
- Aspetti normativi
- La comunicazione al paziente
La sessione pratica
Come in tutti i corsi in presenza con il dott. Acanfora, la parte pratica, quella in cui si lavora con le mani, occupa uno spazio privilegiato. Prenderete confidenza con il “fotone-farmaco”, e con le varie soluzioni tecnologiche odierne.
- Impostare lunghezza d’onda, potenza, tempo e distanza su casi concreti
- Come decidere fra approccio locale e sistemico
- Scegliere la sorgente adatta al problema
- Possibile integrazione con altri sistemi terapeutici