
LIBERARSI DAI
CONDIZIONAMENTI MENTALI
Un percorso scientifico verso la libertà interiore – 2° Lezione
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Nel primo incontro abbiamo capito cosa sia il condizionamento, e perché si forma. Abbiamo visto la sua doppia natura — psicologica e biologica — e abbiamo riconosciuto che amore e paura non sono solo stati d’animo, ma stati fisiologici precisi.
Ora arriva la domanda più importante: come si comincia, concretamente, a scioglierlo?
Questo secondo incontro è il primo passo dalla comprensione all’esperienza diretta. Non parleremo più solo del condizionamento — cominceremo a sentirlo, a riconoscerlo mentre accade, e a praticare i primi strumenti per allentarlo.
Il corpo non mente
La mente può raccontarsi molte storie. Il corpo, no.
Il primo luogo in cui il condizionamento si manifesta — prima ancora del pensiero, prima ancora dell’emozione consapevole — è il respiro. È il parametro biologico più semplice da osservare, e insieme il più rivelatore: il modo in cui respiriamo, in questo preciso istante, racconta esattamente in quale stato del sistema nervoso ci troviamo.
Un respiro corto, alto, trattenuto, è già una risposta di difesa — anche quando la mente non ha ancora registrato nulla di minaccioso. Un respiro pieno, lento, libero, è il segno di un sistema che si sente al sicuro.
Il problema è che la maggior parte di noi non respira più in modo naturale. Abbiamo imparato, nel tempo, a trattenere il respiro per non sentire, a comprimerlo per controllarci, a renderlo superficiale per restare “presentabili” anche quando dentro c’era tempesta. Il respiro, come l’emozione, è stato condizionato.
Tornare al respiro originale
In questo incontro inizieremo un lavoro pratico ed esperienziale di consapevolezza e respirazione, con un obiettivo preciso: individuare e togliere, uno strato alla volta, i condizionamenti che si sono depositati sul nostro modo di respirare.
Non si tratta di imparare una “tecnica” nuova da sovrapporre alle altre. Al contrario: si tratta di disimparare — di rimuovere ciò che si è accumulato, per tornare a un respiro che è già nostro, che esisteva prima che imparassimo ad averne paura. Il respiro originale, libero, pieno, è quello con cui siamo nati. Non va costruito. Va semplicemente liberato.
Praticheremo insieme i primi esercizi guidati, partendo da un principio semplice ma potente: dove va l’attenzione, va l’energia — e dove va il respiro, va lo stato del sistema nervoso. Imparare a osservare il proprio respiro, senza giudicarlo né forzarlo, è il primo vero atto di uscita dal pilota automatico dell’ego.
Le difese dell’ego: conoscere il nemico per riconoscerlo
Accanto al lavoro corporeo, in questo incontro cominceremo a entrare più in profondità in un secondo livello del metodo: le dinamiche di difesa dell’ego.
Fino a questo momento abbiamo parlato di “ego” e “vero sé” come due polarità — paura e amore. Ora è il momento di osservare come, concretamente, l’ego agisce per proteggersi: i meccanismi, spesso del tutto inconsapevoli, attraverso cui ci difendiamo da ciò che percepiamo come minaccia, anche quando la minaccia non è reale, ma solo un’eco di vecchi condizionamenti.
Imparare a riconoscere queste difese in tempo reale — mentre si attivano, non solo a posteriori — è il passo che permette di cominciare a differenziare il vero io dalla funzione dell’ego. Non sono la stessa cosa. L’ego è una funzione, utile e necessaria in certi contesti, ma non è ciò che siamo. Quando impariamo a vederlo agire, smettiamo di essere completamente identificati con esso — e in quello spazio di osservazione nasce la prima, reale libertà di scelta.
Cosa vivrete in questo incontro
Un esercizio guidato di consapevolezza corporea, per percepire dove e come tratteniamo il respiro
I primi strumenti pratici per togliere i condizionamenti dal respiro e tornare al respiro naturale, originale
Un’introduzione esperienziale alle principali dinamiche di difesa dell’ego
I primi strumenti per iniziare a distinguere, in tempo reale, quando state agendo dall’ego e quando dal vero sé
Uno spazio pratico, non solo teorico: si respira, si pratica, si sperimenta insieme
Non è un incontro da ascoltare soltanto. È un incontro da vivere nel corpo.
Vi aspetto, per cominciare davvero a praticare.
Dott. Giorgio Carta
Medico Chirurgo · Psicologo · Master II Livello in PNEI e Neuroscienze
Relatore