MICOTERAPIA E SISTEMA IMMUNITARIO, I MECCANISMI NOTI

30 Settembre 2018 Bologna – Seminario di Alta formazione sulla Micoterapia in Medicina Integrata

Entro il 10 Luglio iscrizione a prezzo agevolato.

La Micoterapia, è una disciplina ben nota e ad oggi ampiamente utilizzata anche in occidente,
nonostante tragga le sue origini dalla tradizione medico-culinaria asiatica, soprattutto Cinese e
Giapponese.
L’utilizzo dei funghi medicinali a scopo benefico infatti, è stato negli ultimi decenni, l’obiettivo di
un’intensa ricerca scientifica volta soprattutto a comprendere meglio le proprietà e i meccanismi
d’azione dei composti attivi fungini.
Tra i più noti e studiati principi attivi, troviamo i Polisaccaridi (principalmente β-glucani o
eteropolisaccaridi), biopolimeri che si presentano in forme e strutture diverse tra un fungo e l’altro e
che, per questo, assumono anche delle caratteristiche e delle indicazioni specifiche, ma in generale
possono essere accomunati dalla documentata attività di immunomodulazione (1) .
Con i rimedi micoterapici infatti è più opportuno parlare di modulazione e non stimolazione del
sistema immunitario, in quanto agiscono bilanciando i diversi pattern citochinici (non solo TH-1 e
TH-2, ma anche TH-3 e il pattern pro-infiammatorio) che regolano e guidano le risposte
immunitarie dell’ospite (2) .
Questo effetto particolare e caratteristico ha permesso loro di entrare nel mercato non solo come
alimenti funzionali e nutraceutici sicuri ed efficaci, ma anche come veri e propri farmaci
(soprattutto in ambito oncologico), tanto da essere, in alcuni casi, inseriti nei protocolli terapeutici
degli ospedali asiatici per specifiche patologie. Citiamo ad esempio il Befungin (Russia), Lentinan,
Frazione D da Maitake, Schizophyllan, Krestin, PSP e PSK (Giappone), nonché Tiamulin,
Valnemulin e Retapamulin (di origine semi-sintetica; Paterson e Lima 2014, de Mattos-Shipley et
al., 2016).
L’effetto sul sistema immunitario è infatti mediato dall’immunità innata. I beta glucani una volta
ingeriti, arrivano nel tratto gastro-intestinale dove vengono assorbiti dalla mucosa (il meccanismo
attraverso cui riescono a passare la mucosa non è ancora chiaro) e attivano il sistema immunitario
attraverso differenti meccanismi molecolari a seconda che si tratti di beta-glucani solubili o
insolubili.
Infatti, i β-glucani insolubili agiscono preferenzialmente via Dectin-1, recettore transmembrana
presente soprattutto nei leucociti, con elevata espressione nei neutrofili, macrofagi e cellule
dendritiche. Queste ultime, infatti, fagocitano le cellule che esprimono nella parete esterna β-
glucani (come i patogeni) e parallelamente, dectin-1 induce la secrezione di citochine
proinfiammatorie. Diversamente, i β-glucani solubili legano il recettore CR3 (recettore incluso nella
famiglia delle integrine β2, presente soprattutto nei neutrofili, macrofagi, cellule Natural-killer e
nelle cellule progenitrici del midollo osseo) e contemporaneamente raggiungendo il circolo
sanguigno, aumentano l’espressione e la sintesi di dectin-1 e TLR-2 che insieme riconoscono i beta
glucani nel tessuto linfoide intestinale (GALT) (3) .
Questi importanti meccanismi molecolari, sono responsabili del mantenimento dell’omeostasi della
bilancia immunitaria che, se alterata, può portare allo sviluppo di patologie autoimmuni e/o
allergiche.

BIBLIOGRAFIA
1. Giavasis I. Current Opinion in Biotechnology 2014; 26:162–173.

2. Guggenheim et al., Int. Med. 2014; 13, 1.
3. Nakascima et al., J. Nutr sci Vitaminol 2014; 64:8-17.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *