Immuno-Oncologia

Il nuovo scenario, che potrebbe radicalmente cambiare l’approccio di cura per tantissimi malati, è l’immunoterapia oncologica.

Come spiega il dott. Cappuzzo, Direttore di Oncologia dell’ Ospedale di Ravenna,  “l’Immuno-oncologia è già il trattamento indicato per la seconda linea, ovvero nei pazienti con malattia avanzata che hanno già effettuato la chemio per il cancro polmonare. Ora, la vera scommessa è sostituire completamente la chemio in prima linea, e renderla ‘prima cura’ già al momento della diagnosi. ”

I risultati dei primi studi presentati sull’utilizzo dell’immunoterapia in prima linea, sono incoraggianti e mostrano benefici su tutti i tipi di pazienti, con effetti collaterali molto più gestibili rispetto alla chemioterapia. La tossicità  dei farmaci immunoterapici è pari a circa il 10% contro il 60% della chemio, e questo ha un impatto fondamentale per la qualità di vita del paziente. E se non si può parlare ancora di totale ‘guarigione’, la sopravvivenza aumenta notevolmente ed anche chi non risponde ai nuovi farmaci, affermano gli esperti, risulta però più sensibile ai trattamenti successivi e la malattia rallenta.

L’immunoterapia oncologica stimola le cellule del sistema immunitario a combattere il cancro e persegue una strategia opposta a quella delle terapie classiche: non colpisce direttamente le cellule tumorali, ma mira ad attivare i linfociti T del paziente (potenti globuli bianchi capaci di eliminare o neutralizzare le cellule infette o anormali), allo scopo di metterli in condizione di distruggere il tumore. Se un batterio, un virus o un antigene tumorale invadono l’organismo, il sistema immunitario si attiva per eliminare il corpo estraneo e, una volta esaurito il suo compito, si “spegne”. Nel cancro, le cellule maligne agiscono “arrestando” la risposta immunitaria e continuano a replicarsi. Con l’immuno-oncologia è possibile  provare a bloccare uno dei meccanismi di disattivazione e mantenere sempre accesa la risposta difensiva, in modo tale da contrastare il tumore. Nei casi in cui è efficace, l’immuno-oncologia non solo rafforza la capacità del sistema immunitario di attaccare il tumore, ma inibisce la capacità delle cellule malate di sfuggire al controllo del sistema immunitario.

Un’altra differenza importante rispetto alle terapie “classiche” è che, col tempo, queste ultime possono selezionare ceppi di cellule tumorali con una maggiore resistenza ai farmaci, con conseguente rapida evoluzione della neoplasia. Nel caso dell’immuno-oncologia, che non agisce direttamente sulla cellula tumorale, ma sul sistema immunitario, non avviene tale selezione.

Gli effetti collaterali sono diversi da quelli che si manifestano con le armi classiche, in particolare con la chemioterapia tradizionale (ad esempio nausea, vomito e perdita dei capelli). Con l’immuno-oncologia il potenziamento della “sorveglianza” del sistema immunitario può portare ad un aumento dei meccanismi di difesa in altre parti del corpo, dove questo stimolo non sarebbe necessario. Ciò può causare, ad esempio, un’infiammazione temporanea a livello gastrointestinale (diarrea) o sulla pelle, sotto forma di eruzioni cutanee (prurito e dermatite). La tossicità da immunoterapie risulta tuttavia gestibile grazie a un tempestivo riconoscimento da parte del medico, che può adottare specifici accorgimenti terapeutici anche integrati.

Fonti:

  • IMMUNOONCOLOGIA La guida per conoscere la nuova arma contro i tumori e il “pianeta” cancro Associazione Italiana di Oncologia Medica 100 domande100 risposte Seconda Edizione – Editore Intermedia – 2017
  • Rivista: ABOUTPHARMA  and MEDICAL DEVICES – NR. 144 – DICEMBRE 2016 / GENNAIO 2017

 

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