Facciamo chiarezza su Artemisia e Artemisinina, piante utilizzate come integrazione in Oncologia

Dott. Andrea Passini, Erborista

Artemisia annua e Artemisinina, la cui diffusione online sta dilagando in modo massivo, necessitano sicuramente di diverse precisazioni.

Dott. Andrea  Passini, Erborista e Consigliere Nazionale della Federazione Erboristi Italiani (FEI)- Relatore al 2° Convegno di Oncologia Integrata di Modena – 4 Marzo 2018, Forum Monzani.

Partiamo da un punto che considero imprescindibile: il rispetto della legislazione inerente questa pianta e i suoi derivati.
La pianta Artemisia annua e i suoi derivati risultano non ammessi all’uso come integratori alimentari. Esiste infatti una lista ministeriale che elenca tutte le piante che sono utilizzabili in Erboristeria e per la formulazione di integrazioni alimentari. Le piante che non sono inserite in
questo elenco – per varie ragioni – non possono essere utilizzate.
Questo è un punto fermo molto forte che, di fatto, mostra l’entità della diffusione online di comportamenti non leciti.
La specie Artemisia annua, quindi, rientrando nella legislazione dei novel food, necessita di prescrizione del medico, che se ne assume la responsabilità. La preparazione sarà poi affidata ad un farmacista in farmacia galenica, che dovrà preparare un prodotto galenico presso il suo laboratorio.
Come dicevo, questo è l’iter che riguarda Artemisia annua e derivati. Quindi, in ogni sua forma: dalla tisana, agli estratti liquidi, fino alle singole molecole isolate.
Ulteriore elemento che sta creando notevoli problemi è il mancato rispetto dei claims, ovvero le indicazioni fisiologiche delle specie officinali da riportare in etichetta e sul proprio materiale divulgativo.
Non è lecito, infatti, dichiarare una pianta come “antitumorale” al solo scopo di vendere il prodotto.
Questo è un discorso valido per ogni pianta officinale ma riguardo Artemisia annua vi è un problema ulteriore: il suo bacino di utenza è unicamente composto, in pratica, da persone affette da tumore.
Dopo una breve classificazione legislativa, vediamo quanta diversità è insita nelle piante medicinali riscontrando come Artemisia annua e Artemisinina comportino una diversità enorme in termini di destinazione d’uso, dati a disposizione, effetti collaterali, controindicazioni, interazioni, meccanismi d’azione.
Confondere due tipologie di prodotto senza tenere conto delle differenze farmacocinetiche e farmacodinamiche espone il consumatore a un rischio enorme. Vediamo brevemente perché.

ARTEMISIA ANNUA

Pianta della famiglia delle Compositae (Asteraceae), viene utilizzata da molto tempo per patologie come la malaria, parassitosi e sintomi correlati. La stessa OMS ne suggerisce dei criteri di assunzione che tengono conto dei numerosi dati a disposizione in termini di efficacia e sicurezza.

Il suo interesse scientifico raggiunse l’apice nei primissimi anni ’70 quando, da essa, ricavarono la molecola Artemisinina, rivelatosi la più efficace e la più sicura – in base alla ricerca che stavano conducendo – nel debellare il parassita della malaria.

Trovandosi di fronte ad un estratto di Artemisia annua, però, non si può non menzionare il fatto che stiamo considerando un fitocomplesso. Ogni pianta, infatti, contiene un complesso di molte centinaia e migliaia di molecole che interagiscono tra loro. Le famiglie di composti sono molte e la loro estrazione dipende da molti fattori tra cui la scelta del solvente usato, la scelta del metodo estrattivo e dalle condizioni inerenti coltivazione e lavorazione delle piante usate.

Risulta quindi già evidente quanta variabilità ci possa essere in un estratto. Individuarne proprietà univoche non è facile ma alcuni studi vengono in aiuto dei clinici per finalizzarne le prescrizioni.

Oltre agli studi che identificano diverse molecole contenute negli estratti di Artemisia annua (identificati circa 40 composti sesquiterpenici e 50 composti flavonoidici), e studi che identificano le sinergie e gli antagonismi esistenti tra Artemisinina e altre molecole contenute nel fitocomplesso, Kim et al. nel 2015 riporta le differenti proprietà di estratti con differenti solventi. In particolare, i dati utili sono:

  • Gli estratti di Artemisia annua oggetto di studio non sono citotossici
  • Gli estratti di Artemisia annua ottenuti mediante estrazione in solvente acquoso sono maggiormente antiossidanti di quelli ottenuti mediante estrazione in solvente idroalcolico e alcolico
  • Gli estratti di Artemisia annua ottenuti mediante estrazione in solvente idroalcolico e alcolico sono molto più antinfiammatori di quelli ottenuti mediante estrazione in solvente acquoso con inibizione dei mediatori prodotti dai macrofagi (come le prostaglandine PGE2) e di diverse interleuchine (IL-10, IL-6)

A riprova di questi dati, è opportuno mostrare quali composti sono stati identificati negli estratti di Artemisia annua. La forte presenza di composti flavonoidici spiega la prevalente azione antiossidante degli estratti.

In particolare, troviamo Artemisinina presente in percentuali molto basse (0-2%, mediamente. In certi casi, il 5% fino ad un massimo di 15% in determinati cultivar orientali). Occupano la fetta maggiore degli estratti analizzati i flavonoidi (identificate più di 36 molecole) e i sesquiterpeni (tra cui Artemisinina, identificate 30 molecole).

ARTEMISININA

Si tratta di una singola molecola, identificata negli anni ’70 come composto antimalarico di comprovata efficacia. Già qui salta all’occhio un’enorme differenza, in grado di farvi capire l’importanza di specificare bene se si sta parlando di Artemisia annua o di Artemisinina. Risulta infatti impossibile e illogico paragonare le proprietà (e ogni altra caratteristica) di una molecola con quelle di un complesso formato da centinaia o migliaia di molecole.

Paragonare Artemisia annua e Artemisinina sarebbe come paragonare il Caffè (Coffea arabica o Coffea robusta) con la Caffeina. Oppure, Limone, Arancia, Acerola, Rosa canina, Kiwi con Acido ascorbico.
Questo è un po’ il divario che è sempre esistito tra la farmacologia moderna, che vuole ragionare solo per singole molecole, e l’erboristeria, che per tradizione e necessità non può limitarsi a considerare le erbe officinali come fossero singole sostanze agenti l’una indipendentemente dalle altre.

Che dire, inoltre, del fatto che la Caffeina ha la stessa struttura molecolare della Teina, che il differente nome venne introdotto per distinguere le bevande Caffè e The verde, ma attualmente Teina è in disuso e si definisce Caffeina anche se presente nel The verde? Secondo la logica del paragone molecola-fitocomplesso, Caffè e The verde sarebbero la stessa cosa.

Un primo e fondamentale aspetto da trattare per evidenziare questa differenza è il meccanismo d’azione principale. Artemisinina agisce, ragionando su uno dei principali meccanismi conclamati e dimostrati anche in vivo (su milioni di persone che negli ultimi 30-40 anni l’hanno assunta per combattere la malaria), come un ossidante. Ossidazione che già si pone come antagonista del meccanismo antiossidante di Artemisia annua.

Artemisinina, quindi:

  • Viene assorbita dopo assunzione orale
  • Viene immessa nel torrente ematico
  • Viene trasportata mediante transferrina
  • Legame transferrina con il suo recettore di membrana
  • Viene introdotta nella cellula (generalmente quella tumorale, ma di fatto qualsiasi cellule che riceve abbondanti introiti di ferro da depositare)
  • Reagisce con il ferro intracellulare (immagazzinato come ferritina la quale, se in quantità eccessiva, induce tossicità alla cellula)
  • Produce radicali liberi che, per loro instabilità, comportano danni strutturali alla cellula portando alla sua morte (per depolarizzazione mitocondriale, danni al DNA, ecc)

Una prescrizione calibrata, che tenga conto di tutte le variabilità introdotte in questo articolo, si traduce in una corretta prescrizione, fatta con scienza e coscienza per il bene del paziente. La mole di informazioni e aspetti riguardanti la materia medica, quella farmaceutica e quella erboristica comportano necessariamente un lavoro di equipe per poter raggiungere risultati sempre più importanti e soddisfacenti.

L’estendersi, poi, dei prodotti presenti in commercio (estratti secchi non titolati, estratti secchi titolati al 5%, 95%, 99% in Artemisinina, estratti liquidi, foglie in taglio tisana provenienti da diversi genotipi e lavorate con diversi metodi), i rischi di abuso di professione (produzioni casalinghe, produzioni al di fuori del canale medico-farmacista), materie prime non sicure e mancato rispetto delle normative obbligano sicuramente a muoversi rapidamente e unicamente per la sicurezza dei consumatori che in questo caso, purtroppo, sono tutte persone affette da una patologia così grave come il cancro.

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2 Commenti

  1. Luca

    L’artemisina può interferire con il pacpaclitaxel e gencitabina?

    Risposta
    1. wp_2342114 (Autore Post)

      Buonasera Luca,
      Artemisinina in un modo o nell’altro interferisce con tutte le chemio. Ha solitamente effetti antagonisti o additivi. Non va d’accordissimo con derivati del taxolo, e ci sono dati di antagonismo tra Artemisinina e Gemcitabina su linee cellulari tumorali del seno, in altri casi solo blanda azione additiva. Le molecole che sono sinergiche con le chemio sono invece i derivati dell’Artemisinina, ma non hanno nulla a che vedere con Artemisinina. L’errore che fanno comunemente è quello di pensare che la dicitura, negli studi, “Artemisinin and derivatives” conferisca le stesse proprietà sia ad Artemisinina che ai suoi derivati.
      Un altro punto utile è sottolineare che proprio in virtù del rischio di interazione è necessario che l’assunzione di Artemisinina sia seguita da un medico – possibilmente in collaborazione con equipe scientifiche.

      Dott. Andrea Passini

      Risposta

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